You are using an outdated browser. For a faster, safer browsing experience, upgrade for free today.

Scuola di Karate Nishiyama

Il karate è un addestramento del corpo e della mente, che porta il praticante a comprendere meglio se stesso e il mondo.

IL KARATE NELLA VITA

"Vengo a te con mani vuote. Non porto armi, ma se sarò costretto a difendere me stesso, il mio onore od i miei principi, fosse questione di vita o di morte, giusta o sbagliata che sia, allora ecco le mie armi: le mani nude."

Breve storia del karate
Il karate si è sviluppato ad Okinawa, isola dell'arcipelago Giapponese, fra il sedicesimo ed il diciottesimo secolo, come evoluzione di tecniche di combattimento cinesi. L'arte cinese del combattimento fu introdotta a Okinawa attraverso tre canali trasmissione da parte dei cinesi residenti nell'isola e, in un periodo successivo, da parte degli abitanti di Okinawa che fecero il viaggio in Cina. Di questo primo periodo del karate restano solo nomi legati alle leggende, e nessun documento scritto.
Il termine "karate"
Anticamente il termine karate era scritto con gli ideogrammi to de «la mano (de oppure te) della Cina (to)». In giapponese il legame tra il carattere scritto e il suono non è così diretto come nelle scritture fonetiche. Spesso esistono diverse pronunce per lo stesso ideogramma e lo stesso suono può corrispondere a più ideogrammi. L'ideogramma to si pronuncia anche kara. L'uso della pronuncia kara permetteva di giocare su un doppio senso, poiché il suono kara in giapponese significa anche «vuoto», ma è scritto con un altro ideogramma. Verso il 1930 Funakoshi comincerà a trascrivere kara con l'ideogramma che significa «vuoto», richiamando il concetto del "vuoto mentale" della meditazione buddista; ciò gli consente anche di eliminare l'ideogramma «Cina» che non andava molto d'accordo col nazionalismo giapponese di inizio secolo. Dopo aver scelto gli ideogrammi, Funakoshi aggiunge al termine karate il suffisso do (via) e 1'arte si chiamerà d'ora in avanti karate-do, la via della mano vuota. Alcuni anni più tardi quasi tutti gli esperti adottarono questa terminologia, al di là dei diversi stili.
I venti precetti della via del karate
G. Funakoshi scrive "I venti precetti della via del karate" quando il Giappone e già in guerra con la Cina dal 1937 :
  1. Non bisogna dimenticare che il karate comincia con il saluto, e termina con il saluto.
  2. Nel karate, non si prende 1'iniziativa dell'attacco.
  3. Il karate è un complemento della giustizia.
  4. Conosci dapprima te stesso, poi conosci gli altri.
  5. Nell'arte, lo spirito importa più della tecnica.
  6. L'importante è mantenere il proprio spirito aperto verso l'esterno.
  7. La disgrazia proviene dalla pigrizia.
  8. Non pensare che si pratichi karate solamente nel dojo.
  9. L'allenamento nel karate si prosegue lungo tutta la vita.
  10. Vedi tutti i fenomeni attraverso il karate e troverai la sottigliezza.
  11. Il karate è come 1'acqua calda, si raffredda quando si smette di scaldarla.
  12. Non pensare a vincere, ma pensa a non perdere.
  13. Cambia secondo il tuo avversario.
  14. L'essenziale in combattimento è giocare sul falso e sul vero.
  15. Considera gli arti dell'avversario come altrettante spade.
  16. Quando un uomo varca la porta di una casa, si può trovare di fronte a un milione di nemici.
  17. Mettiti in guardia come un principiante, in seguito potrai stare in modo naturale.
  18. Bisogna eseguire correttamente i kata, essi sono differenti dal combattimento.
  19. Non dimenticare la variazione della forza, la scioltezza del corpo e il ritmo nelle tecniche.
  20. Pensa ed elabora sempre.

Ultimi eventi